L’Avv. Cristiano Cominotto sul Corriere della Sera: “IA e licenziamenti, perché la sentenza del Tribunale di Roma pesa (e quali sono i limiti per le aziende)”
Il Corriere della Sera, nell’articolo a firma di Diana Cavalcoli, ha interpellato l’Avv. Cristiano Cominotto, Managing Partner di AL AdvaLux, per commentare la sentenza n. 9135 del 19 novembre 2025 del Tribunale di Roma, una delle prime pronunce italiane a richiamare esplicitamente l’intelligenza artificiale in una controversia sul lavoro.
Nel pezzo, l’Avv. Cominotto evidenzia come la sentenza — che ha riconosciuto legittimo il licenziamento di una graphic designer nell’ambito di una riorganizzazione aziendale con introduzione di strumenti di IA — sia destinata a diventare un riferimento per i legali d’impresa, anche in ragione del peso del Tribunale di Roma nel panorama giudiziario nazionale.
L’Avv. Cominotto richiama tuttavia l’attenzione sull’obbligo di repêchage che grava sulle aziende: se non è consentito licenziare un dipendente per sostituirlo con un altro lavoratore senza aver prima tentato la ricollocazione, lo stesso principio dovrebbe valere quando la sostituzione avviene tramite l’intelligenza artificiale. Sottolinea inoltre l’assenza di una normativa specifica sull’impatto dell’IA nei rapporti di lavoro — un vuoto che lascia oggi ai giudici il compito di definire i confini caso per caso — e il rischio reputazionale per le imprese che scelgano di sostituire i propri dipendenti con soluzioni tecnologiche.
La sentenza conferma come l’intelligenza artificiale stia entrando concretamente nelle dinamiche del diritto del lavoro italiano, rendendo sempre più urgente un intervento normativo chiaro e un’attenta valutazione legale da parte delle imprese che intendano integrare queste tecnologie nei propri processi organizzativi.
AL AdvaLux assiste imprese, dirigenti e professionisti sulle tematiche legate all’Intelligenza Artificiale e al Diritto del lavoro.
