La pandemia di COVID-19 ha conferito un’enorme importanza agli appalti pubblici per garantire e preservare la fornitura di attrezzature mediche e dispositivi di protezione individuale. L’urgenza richiesta durante la crisi ha sollevato la questione di come e quando gli Stati dovrebbero utilizzare le eccezioni legali per accelerare gli appalti.

Un’importante eccezione che durante la pandemia è stata frequentemente utilizzata tra le parti contraenti nella maggior parte degli stati europei è l’adozione della procedura negoziata senza pubblicazione di un bando di gara. La Legge prevede che tale procedura possa essere scelta dall’amministrazione aggiudicatrice in caso di eventi imprevisti che rendano impossibile rispettare i termini di legge o le procedure aperte o ristrette. La procedura negoziata deve essere utilizzata solo in situazioni di estrema urgenza e l’acquisto di attrezzature mediche è una circostanza strettamente necessaria che lo consente.

La procedura negoziata aggira l’ostacolo burocratico e i tempi di una classica gara d’appalto aperta, evitando che i potenziali offerenti possano chiedere più tempo per presentare un’offerta o che non siano in grado di fornire all’amministrazione aggiudicatrice tutte le informazioni richieste. Attraverso questa procedura, gli offerenti non dovrebbero dimostrare la loro eventuale incapacità di conformarsi a tutti i documenti di gara.

La flessibilità degli appalti pubblici è la regola. Sanzioni e multe per ritardo o mancata esecuzione sono evitate se l’appaltatore dimostra che il ritardo o la mancata esecuzione è esclusivamente attribuibile all’epidemia di COVID-19 o giustificata dalle misure sanitarie adottate dall’Autorità. La sospensione del contratto è possibile in conformità con la legge e solo in casi eccezionali la crisi COVID-19 può generare una risoluzione del contratto per causa di forza maggiore.

L’argomento sulla forza maggiore seguirà a breve.

Autore: Francesca Pecora è un avvocato iscritto all’Ordine di Milano. Ha il riconoscimento legale presso la Corte di Giustizia dell’UE e tutti gli organi giurisdizionali europei (Carta d’Identità CCBE). Ha una comprovata esperienza negli appalti pubblici nazionali e internazionali. Grazie al lungo periodo di lavoro svolto negli USA e in Medio Oriente, è in grado di revisionare e redigere con successo contratti internazionali, risolvere questioni legali di commercio internazionale, negoziazioni e transazioni commerciali internazionali e occuparsi del recupero crediti nazionale e internazionale. Applica un approccio dinamico volto a supportare tutte quelle attività che coinvolgono aree delicate e complesse o relazioni con i clienti che richiedono un’adeguata performance comunicativa, un dialogo costruttivo e dialettico al fine di raggiungere gli obiettivi dei clienti senza necessariamente una soluzione di contenzioso giudiziario.

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